Troglodita Tribe S.p.A.f. (Società per Azioni felici)

MA CHI SONO GLI EDITORI CREATIVI CASALINGHI?

E’ bene sottolineare che il termine editore creativo casalingo non ha nulla a che fare con la normale editoria burocraticamente corretta.
Trattasi, al contrario, di un individuo che scrive i propri testi, che li immette in supporti cartacei e che, in un secondo tempo, manipola, strappa, inchiostra e pasticcia manualmente tali supporti.

Come sarà facile intuire siamo di fronte ad una speciale e indefinibile razza ibrida che si muove sul filo della poesia saltellando all’improvviso sul treno della saggistica demenziale per poi planare con leggerezza sospinto dal vento dell’arte.
Ma non solo.

In questa deliziosa torta multilivello partecipa anche la ribellione antiartistica casalinga che si prende gioco mirabilmente del solito e vecchio atteggiamento da libro sul cuore lo giuro sul mio onore. L’editrice casalinga, in effetti, si prende gioco di se stessa declinandosi apertamente come lavoratrice domestica che strappa, cuce, gratta e tagliuzza paesaggi restando comodamente in casa sua.

Si appropria, quindi, di una luccicante atmosfera dilettantistica, di una illuminata ingenuità da felici principianti che giocano con materiali poveri e recuperati trasformando in oro libresco tutto ciò che trovano. Soprattutto, lancia senza paura sul tavolo della cucina tutti i propri capolavori, tutti il proprio creare senza sosta, senza cornice, a volte anche senza firma.

Teoricamente, qualunque essere umano può diventare un editore creativo casalingo.

In ogni caso, volendo avventurarsi in questa nobile arte antiartistica, volendo anche entrare a far parte dell’Interstellare degli editori casalinghi, è sufficiente produrre almeno tre piccole tirature (di almeno dieci esemplari per tiratura) di tre libelli creativi.

Un libello creativo, per esser tale, deve contenere del testo (senza testo, un bel libello rischia di trasformarsi in un librutto d’artista) che potrà essere riprodotto in ogni esemplare, ma, fondamentalmente, dovrà contenere delle manipolazioni, degli strappi, degli interventi, degli inserimenti realizzati su ogni esemplare.

Ogni libello creativo casalingo, quindi, risulterà un esemplare unico e irripetibile.

La mancanza di tali manipolazioni, anche se l’oggetto è autoprodotto in casa, pregiudica irrimediabilmente il suo ingresso nel mondo editorial-creativo-casalingo. Ma attenzione: non è una forma di snobismo. Le autoproduzioni generiche (fanzine, newsletter, pampleth…) sono le madri fondatrici dell’editoria creativa casalinga, sono la sorgente gorgogliante e gioiosa di infinita creatività e ribellione. Ma, semplicemente, sono un’altra cosa, hanno un’altro scopo e si muovono con ritmi e tempi differenti.

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