Scrivere scrittura creativa su supporti recuperati, riusati, riciclati.
Una scrittura creativa che sia veramente creativa dovrebbe, di per se stessa, creare ambiti e ambienti per saltar fuori felice dalla pagina e farsi notare in tutta la sua crescente e crepitante creatività irriducibile, inimitabile, assolutamente unica nel suo essere arte che disfa l’arte leterario*poetico*sintattica*.
Se siete stanche dei soliti arrangiamenti di righe regolari che si affastellano affamate sullo sventagliare delle solite pagine, la scrittura creativa casalinga è quello che fa per voi.
Dimenticate il concetto di libro, dimenticate l’affanno affamato a diventar famosi, dimenticate le tirature da capogiro, dimenticate gli editori che, per quanto piccoli possano essere, saranno sempre tagliati fuori dal concetto casalingo di scrittura creativa.
Nell’era fantasmatica e pop-spettacolare postuma in cui siamo definitivamente e (in alcuni rari casi) felicemente precipitati, la scrittura creativa cretineggia classica come una rima baciata. Ma anche lo scrivere libri partecipa al Gran Concerto Sconcertante della preistoria letteraria, di quando, ancora, la telepatia da condizionamento era fantascienza, per non parlare della connessione globale che tiranneggia titanica sul RomanzoTotale.
Scrivere scrittura creativa sui muri, quindi, come i cari antenati intorno ai fuochi.
Scrivere scrittura creativa inventandosi un nuovo e personale concetto di libro, di libello, di libroide, di scartafaccio.
Scrivere scrittura creativa da lanciare in mille volantini colorati nel mezzo del centro commerciale accondiscendente a consumare il consumismo letterario.
Scrivere scrittura creativa in un concerto di creazioni che facciano intuire il romanzo che non si scriverà mai, che non potrà mai essere scritto. E poi godere di quella fatastico-fanatica fantaletteratura potenziale anche con pantagruelici cataloghi e bibliografie ed enciclopedie ipertestuali testualmente inventate.
Scrivere scrittura creativa e vivere di scrittura creativa!!! Come fanno i poeti di strada, come fanno certi scrittori scriteriati che strimpellano letteratura in piazza chiedendo un’offerta, come fanno certi editori creativi casalinghi che inventano libelli liberi e belli ad ogni raggio di luna.