Troglodita Tribe S.p.A.f. (Società per Azioni felici)

24 Maggio 2022

Breve biografia dello scrittore ansioso con coming out

Filed under: Scrivere — Tag:, , — Fabio Santa Maria @ 6:41 PM

Ansioso sin da quando nacque a Milano nel 1964, Fabio Santa Maria voleva fare di tutto tranne lo scrittore. Sua mamma, per fagli leggere il primo libro (La capanna dello zio Tom di Harriet Beecher Stowe), lo condannava a trenta minuti al giorno di lettura. Restava con lo sguardo fisso sulla pagina e calcolava il tempo medio per girarla guardando suo fratello. Lui sì che faceva sul serio, visto che una volta, in Galleria del Corso, avrà avuto sedici anni, lesse La Metamorfosi di Kafka camminando.

Per superare la prima crisi ansiosa generata da quella mostruosa impresa, decise di emularlo buttandosi su Moby Dick di Melville, solo che fingeva, guardava le figure e l’enorme megattera bianca, neanche a dirlo, lo mandava in panico. Per molti anni lesse solo fumetti. Soprattutto quelli che finivano con la k: Paperinik, Diabolik, Satanik e Cattivik. Al ginnasio, i classici, li leggeva solo sui bigini delle Edizioni Bignami. Ma un giorno il dispotico prof di lettere impose una tesina su Arthur Rimbaud e così giunse l’Illuminazione!

A sedici anni imparò finalmente a leggere davvero e la trovò un’attività scatenante e sconvolgente, quasi un ansiolitico, tanto che, ben presto, gli venne spontaneo cominciare a scrivere ad orecchio. Micro racconti subito dopo aver letto Gogol o Carver, instant noir subito dopo Poe, oltraggiosi versi liberi subito dopo Rimbaud o Verlaine. Poi telefonava agli amici e leggeva qualcosa di suo e qualcosa dei Grandi, solo che invertiva le firme e loro non se ne accorgevano.

Si divertiva un mondo.
Con un amico scrisse un romanzo i cui personaggi erano caricature dei compagni di classe e dei prof diventando subito popolare. Così l’ansia veniva a loro perché volevano sapere che figura ci facevano, come erano descritti, chi faceva cose con chi… alcuni si incazzavano di brutto, ma alla fine il “libro” (una dispensa fotocopiata, ripiegata e dotata di copertina timbrata con la scritta Vale almeno un birra!) andò a ruba lanciandolo nel mondo dell’editoria autoprodotta.

S’innamorò di un’artista patafisica e, insieme, cominciarono pubblicare, a getto continuo e con uno pseudonimo tribale, titoli alquanto demenziali: Fatti i libri tuoi! Il pianeta degli scrittori e delle scrittrici, La ballata dei libri inutili, Farsi un libro con gli scarti, La merda come arte l’arte come merda, Cucina virtuale demenziale, Mostriamo il mestruo...

La sua ansia lo portò sull’orlo del mitico DEOC (Disturbo Editoriale Ossessivo Compulsivo). Produceva libri con le cartoline, con la tappezzeria, con le lastre radiografiche, con i cartoni del supermercato (li trovate qui!). Arrivò anche ad utilizzare i biglietti del tram timbrati realizzando micro opuscoli che istigavano alla Rivoluzione Editoriale Tranviaria e che abbandonava sui sedili o legava agli appositi sostegni.

Il suo analista, allora, tentò di salvarlo prescrivendogli il classico diario terapeutico, ma lui lo trasformò in una raccolta di racconti demenziali sulla sua stessa ansia che intitolò Versetti ironici contro l’ansia. Il primo libro (edito da Incipit23 Edizioni) in cui finalmente esce allo scoperto con un allegro coming out di orgoglio ansioso. Lo trovate nelle più ansiose librerie d’Italia, ma anche su tutti gli store online.

clicca sulla copertina

3 commenti »

  1. Wow

    Commento di valy71 — 25 Maggio 2022 @ 2:42 PM

  2. Bellissimo. E il DEOC ☺🧡

    Commento di Grazia Palmisano — 25 Maggio 2022 @ 2:52 PM

    • Grazie! M’è venuto così e, in effetti, ne sono affettuosamente affetto da una vita. Una felice compulsione, un’irresistibile ipnosi scrittoria!

      Commento di Troglodita Tribe — 25 Maggio 2022 @ 2:56 PM


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