Troglodita Tribe S.p.A.f. (Società per Azioni felici)

TROGLO-NEWS

SELF-PUBLISHING
micromanifesto

manifesto self-publishing

1 – CREARE –

Fuori dalle righe e fuori come fiori dal contesto del testo seriale, spuntano pagine stampate in proprio: autoprodotte fotografate timbrate piegate incollate strappate danno vita e luce alle infinite variazioni sul tema del mitico e mistico concetto di libro.
Self-publishing prende di petto la fine del libro di carta e, nello stupore generale, senz’adagiarsi nella bara virtuale, lo fa in mille meravigliosi pezzettini unici: schegge creative di futuro a colori.

2 – SORPRENDERE –

Se pensate di prendere quelle vecchie poesie petulanti e pusillanimi per farne self-publishing, avete sbagliato indirizzo.
Self-publishing, oggi, si nutre di nuovi linguaggi, di fette di immagini, di frammenti amorosi per l’arte esplosiva, di sorprese sensuali. Se pensate di ripiegare sul self-publishing dopo lo stanco rifiuto annoiato del libro tradizionale, perderete l’onda, perderete tempo, perderete il bacio frizzante che ne anima il cuore.

3 – DRIBBLARE –

Self-publishing non tenta l’arrembaggio ai luoghi storici della cultura, non cerca riconoscimenti, premi e allori. Self-publishing è Altro, Essendo autonomo e autoprodotto, non cerca d’insinuarsi nelle librerie, che restano magnifici luoghi di resistenza. Sel-publishing è nomade. Appare all’improvviso come un pezzo unico, si apre a sorpresa in mirabili minime tirature, si inventa in contesti atipici DRIBBLANDO disinvolta scaffali e banchetti, festival e mostre.

4 – RIBALTARE –

Self-publishing non ha paura! Vive nel gorgo della creatività. Per respirare inventa una nuova idea al minuto! Come potete pensare che desideri imbalsamarle con i vecchi tentacoli della proprietà intellettuale? Self-publishing è generosa! Ma sa anche essere ladra! Prende le immagini per ribaltarle, riciclarle, ritagliarle.
Si nutre di vecchie cartoline, riviste, tappezzerie, icone post-pop-pubblicitarie e le rianima in un vortice felice e creativo.

5 – SPERIMENTARE –

Self-publishing è un continuo insistere e sperimentare. è un progetto infinito in movimento.
Chi si lancia nel suo mare scopre presto che una meta non esiste. Scopre che il successo succede nel succedersi infinito di nuovi elementi librari mai perfetti, mai conclusi, mai completi. Scopre la potente e imponente soddisfazione di aver fatto tutto da solo. Vede e tocca la sua idea, la sua storia, la sua visione, la sua provocazione. E gli dà vita.

6 – GIOCARE –

E se da una parte è chiaro che Self-publishing rifiuta ogni regola scolpita dal vecchio bon-ton editoriale per essere luce e nutrimento dell’autodidatta, è ancor più vero e luminoso che rifiuta categoricamente la lagnosa fame di fama, la seriosa serialità da vetrina e copertina, la nevrotica, decrepita e pomposa madama arte , ma ancor di più la sorridente hobbistica da tempo perso. Perché Sel-publishing è gioco, certo, ma per respirare ha bisogno di giocarsi davvero.

7 – ESAGERARE –

La parola chiave di self-publishing è senz’altro esagerare. Senza esagerare self-publishing si riduce ad una squallida imitazione malriuscita del vecchio mondo editoriale che vorrebbe superare. Self-publishing si veste con copertine provocatorie, si trucca con foto shock, si racconta con fantasticaggini assortite e visionari neologismi, si traveste con contorno di collage, pasticci, strappi, timbri e materia viva che fiorisce dalle sue pagine.

8 – LIBERARE –

Self-publishing non ha bisogno di utenti, hobbiste, esperti, corsiste. Cerca incessantemente, invece, pionieri coraggiosi e curiose visionarie.
Chi cerca lavoro con Sel-publishing, dovrebbe ribaltarne il concetto stesso, dovrebbe liberarlo e farlo combaciare all’anarchia gioiosa della creazione.
Ardua e vecchia impresa, partita sempre aperta e caldamente raccomandata a chi non si rassegna, a chi non smette di lottare.

9 – INCANTARE –

E naturalmente Self-publishing non è un’eroina adatta a pochi eletti, a poche artiste supertalentuose. Tutto l’opposto! Trattasi di arte orizzontale, di libera e libraria e libertaria espressione crea-tiva sotto forma di libelli. Un’arte senza età e senza scuole. Un’arte che lascia piccole impronte creative di zampette sulla neve. Si scioglieranno con il primo sole, certo. Ma chi le ha viste continua a giurare che erano stupefacenti.

10 – SALTELLARE –

Se per il classico scrittore al termine dell’ultima stesura il gioco è chiuso, con self-publishing non si è arrivati neppure a metà dell’opera. Il bello deve ancora cominciare. Sarete correttori, illustratrici, impaginatori, copertiniste, rilegatori, distributori, magazziniere, rappresentanti…e molto, molto di più. Dal che si deduce che solo smettendo di inseguire la perfezione si entra in sintonia con la mistica di Self-publishing.

11 – CONTAGIARE –

Self-publishing giova gravemente alla salute, è contagiosa, crea una dannata e felice dipendenza. Se incontri un Self-publisher, quasi sempre ti innamori perché vedi nei suoi occhi l’eterna giovinezza di chi crea e si realizza manipolando sogni, visioni, immagini e parole imbizzarrite. Altro che palestra! Self-publishing ti mantiene giovane e ti nutre con la gioia di quei sogni sempre in dinamica ed elastica armonia con il tuo saper fare con le mani.

12 – RINASCERE –

Self-publishing è la nuova era del libro liberato. Vive in totale autonomia, sorride delle recensioni e scherza a due passi dai Grandi Editori. Non la trovi da nessuna parte ma potrebbe essere ovunque.
Secondo vecchi schemi è del tutto inutile, ma sta ridando vita all’invenzione più bella di tutti i tempi: il libro di carta. Nuove generazioni riprendono in mano vecchi tomi polverosi come creta per modellare nuove idee, per incollare Altri sogni.

UN INFINITO SVENTAGLIAR DI PAGINE AL VENTO DELLA LIBERTA’

nave fra le pagineDopo un lungo (almeno una quindicina d’anni!) gironzolare per eventi legati alla “piccola e media editoria” definita indipendente, dopo una paziente frequentazione di eventi e festival dedicati all’ambiente, al riciclo e alla decrescita dove offrivamo, in quasi totale solitudine, una diversa interpretazione dell’oggetto libro fatto di cartoni del supermercato, biglietti del tram, tappezzerie, cartoline e mille altri scarti del prolifico pattume cartaceo, quest’anno, finalmente, abbiamo partecipato quasi esclusivamente ad eventi esplicitamente e dichiaratamente dedicati al nuovo mondo del libro di carta.

Eventi unici, costellati da un’incredibile varietà di colori, forme, contenuti e storie. Si passa dai libri serigrafati e rilegati a mano ai ricettari vegan con spezie incorporate, dai libri finti clandestini ai volumetti stampati con la macchina per fare le lasagne, da micro elementi librari ricavati dalle scatole degli psicofarmaci ai pieghevoli rompicapo da taschino, dalle spille libresche ai libri da cortile, dai fotolibri autoprodotti agli inspirations books, dalle opere in cianotipia a quelle in bicromia rosso-blu da osservare con apposti filtri per ottenere effetti particolari, dalle raw-fi zine A3 in edizioni limitate alle serigrafie biologiche  con inchiostri alla clorofilla, alla curcuma, alla robbia, dalla malacarta: piccola guida fai/da/te sulla serigrafia alla cravatta-notes. E questi sono solo quelli che ci vengono in mente scrivendo di getto, lanciandoci senza paracadute nel meraviglioso mondo a cui abbiamo partecipato in questi ultimi tempi. E’ del tutto impossibile citare tutti e tutte (ma ci sarà tempo e spazio per raccontare altri intensi incontri e golose emozioni), ad ogni riga ne vengono in mente altri, sempre più belli, più originali, più dirompenti.Una mirabile serie infinita e non riassumibile, non catalogabile, non serializzabile, che molto difficilmente potrà essere standardizzata in un’unica categoria, in un unico mestiere, nella solita e tranquillizzante casella con tanto di sigla.

nave fra le paginePer quanto gli osservatori si sforzino di definire questa nuova ondata creativa che sta arricchendo a livello esponenziale il vecchio concetto di libro di carta, riteniamo del tutto inutile cercare di inglobarla. La sua caratteristica fondamentale, infatti, è proprio quella dell’infinito proliferare di definizioni, di stili, di modi e tempi. Ha tutte le caratteristiche imprendibili, volatili, molteplici, rivoluzionarie della creatività, del sincero e fino a ieri sonnecchiante concetto di libera espressione.
Un risveglio dell’arte? Sì, grazie! Ce n’era un gran bisogno!

Grazie a Fruit (self-publishing exhibition) ci siamo inseriti come alieni nel vecchio mondo del libro d’arte entrando direttamente nel suo tempio. Insieme a decine di rappresentanti di questo nuovo autoprodotto pianeta editoriale abbiamo infatti partecipato alla decima edizione di Artelibro di Bologna. Aliene e alieni sorridevano con le loro creazioni in mezzo agli incunaboli, agli antichi volumi da trentamila euro l’uno, in mezzo ai bibliofili in guanti bianchi. Potevi gustarti l’originale del manifesto tecnico del futurismo insieme ai libroidi  mutanti e ai progetti grafici autoprodotti di una nuova generazione che con il futuro ci gioca a carte inventandolo ad ogni pagina.   Una meraviglia! Una data storica che ha visto cinquantamila persone sorseggiare un nuovo concetto di libro di carta.

Ma quest’onda alta, creativa e libertaria ha la piacevole caratteristica di insinuarsi ovunque! Nuovo arrembaggio a Milano e a Torino con due notevoli Microfestival il primo all’O.C.A. (Officine Creative Ansaldo)  e l’altro all’O.G.R (Officine Grandi Riparazioni). E poi Babel nel Palazzo Ducale di Genova il festival di musica, editoria e persone indipendenti e ancora Liber al circolo Arci La Scighera di Milano. L’elenco è lungo e si infittisce di novità!

La nuova età dell’oro del libro di carta è fatta di passione, è fatta da persone che inventano libri per il gusto di farlo in un contesto dove la fama e la gloria del vecchio posto al sole arranca stanca e superata, dove il sogno da romanzo nel cassetto miracolato in caso editoriale che inquina l’immaginario collettivo con milioni di copie tutte uguali, irrancidisce rovinosamente. Si fanno libri da vendere, certo, ma si fanno libri per comunicare, per costruire relazioni. Si fanno libri per dar vita ad un progetto personale che ci rende unici, un progetto che progredisce in un crescendo di infiltrazioni multilivello, multimediali, multidimensionali. Si fanno libri per uscire allo scoperto, per gridare che noi non siamo il lavoro che facciamo, ma ciò che riusciamo a creare. Sì! Lo facciamo, continuiamo a farlo, a farlo succedere, perché è questo il vero successo!

nave fra le pagineChi credeva che le nuove generazioni fossero del tutto inglobate da uno stanco e globalizzante tecnoconusmismo da salotto si stava sbagliando di grosso. Sono proprio loro, infatti, le protagoniste di questa nuova rivoluzione, di questa riscrivere l’editoria, di questo riprenderci la letteratura, di questa frenetica e frizzante liberazione di libri, di sventagliar di pagine al vento della libertà.
(la book-sculpture è di Jodi Harwey-Brown)

DI CASA IN CASA… E L’ECO-EDITORIA CREATIVA DIVENTA ITINERANTE

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Quando Paola ci ha chiesto se potevamo trasferirci da lei in Umbria per coccolare i suoi tre cani e tre gatti durante il suo viaggio a Londra di circa un mese, abbiamo accettato molto volentieri. Era da tempo, infatti, che cercavamo di mettere in pratica diverse forme di economia fondate sulla decrescita, sullo scambio e sul mutuo appoggio e questa era proprio una buona occasione. Già in passato, per qualche giorno, ci eravamo trasferiti a Fano da Annamaria (in occasione di un nostro tavolo informativo sulla questione animale) e ci siamo presi cura dei suoi mici constatando che questi scambi portano sempre felici sorprese. La decrescita, non per niente, è uno stile di vita che si basa fondamentalmente sulla riappropriazione del tempo, che punta sulle relazioni, che espande il concetto di guadagno e di convenienza rendendolo più vicino alla felicità, alla realizzazione e alla condivisione.

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La casa di Paola è isolatissima e gode di una vista straordinaria sulle colline. Pietre a vista, stufe in ogni stanza, vecchi tavoli di marmo e…niente tv e niente internet! Facciamo subito amicizia e scopriamo di avere molto da condividere. Intorno alla casa ci cono gli ulivi, altri alberi da frutto e l’orto sinergico. Ci offre subito una meravigliosa torta vegan alle carrube e scopriamo che prepara abitualmente il pane con farina di farro.

Poi ci fa conoscere la tribù animale con la quale condivideremo questo mese lontano da casa nostra. Micra e Winny sono due potenti pit-bulline, da noi soprannominate le bullette. Sono affettuosissime e le portiamo fuori quotidianamente per una passeggiatona di circa quattro chilometri nei dintorni. Poi c’è Pippi, una meraviglia quindicenne dal lunghissimo pelo grigio che, ogni tanto, deve essere spazzolata e sfoltita perché si riempie di nodi, di rametti, di semi… . E poi ecco i gatti: Gnaolina anziana gattona molto rispettata da tutta la tribù con le sue zampone ed il suo elegantissimo passo felpato. Zampa, a cui manca una zampetta posteriore, ma se la cava benissimo e Matteo, gattone solitario che vive rigorosamente fuori casa e si piazza sul davanzale della finestra all’ora della pappa.

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Abbiamo abitato questa bella casa isolata per più di trenta giorni e, a parte un paio di salti al paese vicino per controllare le email , non abbiamo mai incontrato persone e automobili. Abbiamo cucinato, scritto, cucito,  letto…
Soprattutto abbiamo lavorato ai nostri libelli creativi, abbiamo dedicato tanto tempo ai cani e ai gatti con i quali siamo entrati molto in sintonia.

Inoltre abbiamo dato il via all’Eco- Editoria Creativa Itinerante. Libelli realizzati solo con gli scarti trovati sul posto senza portare niente da casa. Una felice impresa che ti costringe ad arrangiarti con quel pochissimo che riesci a recuperare anche nei paesi più piccoli. Una sorta di anti-arte dell’arrangiarsi che stimola e incita all’invenzione e alla creazione.  E ci siamo riusciti! Infatti è pronta la serie in diciotto esemplari di “Fantasia di bici”.
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Cosa abbiamo usato? Qualche rivista, un paio di quotidiani, una vecchia settimana enigmistica, un catalogo di abbigliamento, colla, forbici, un paio di pennarelli e una biro.

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Ed ecco pronti questi coloratissimi elementi librari che inneggiano e giocano intorno alla libertà e alla felicità delle due ruote. Tutti pezzi unici, neppure un carattere fotocopiato, coloriti collage che nuotano sui colori del catalogo facendo fiorire strane idee per la testa. Se vi piacciono possono sempre pedalare fino a voi…

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Paola ci ha lasciato una notevole scorta di cereali, farine, frutta e verdura. Abbiamo visitato Todi che si trovava a pochi chilometri di distanza e un altro straordinario paesino tutto vicoletti e case in pietra arroccato sulla collina dove abbiamo effettuato altri piccoli recuperi di materiale.

Possiamo concludere, in questi ultimi giorni di soggiorno, che si è trattato di un’esperienza di alto livello, uno scambio di disponibilità che ci ha arricchito e ci spinge a voler continuare ad investire le nostre energie e la nostra disponibilità con queste forme non- economiche di scambio. Quindi se dovete assentarvi anche per lunghi periodi e desiderate che qualcuno coccoli i vostri piccoli amici (cani, gatti, uccellini, coniglietti, pesciolini…), le vostre piante, il vostro giardino, il vostro orto, la vostra casa, possiamo farlo noi.. Siamo una coppia vegan di scrittori-riciclatrici in forte decrescita, abitiamo nelle Marche e, se siete molto distanti, chiediamo le spese di viaggio.

Fabio e Lella (Troglodita Tribe) troglotribe@libero.it  Cell 3397678553

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11 commenti »

  1. complimenti siete fortissimi…

    Commento di carolina — 18 aprile 2011 @ 4:39 pm

  2. grandi!

    Commento di Piera Digonzelli — 31 agosto 2011 @ 1:02 pm

  3. ho messo la notizia nel mio blog.
    http://foscasensi.splinder.com/post/25509217/libri-liberi

    vi seguo con piacere, peccato solo che milano è troppo lontana per me…

    Commento di fosca sensi — 2 settembre 2011 @ 3:04 pm

  4. […] Liber, i libri liberi, il Primo Salone dell’Editoria Creativa e Autoprodotta. […]

    Pingback di Mondovetico » Blog Archive » 10/11 Novembre ’11 – Liber, i libri liberi — 9 settembre 2011 @ 11:39 am

  5. Grazie per avermi scritto. vi ho conosciuto a La Spezia e da alllora siete stati una fonte di ispirazione. Il vostro lavoro è socialmente utile e vi ringrazio di avermi permesso di conoscermi. Creare cultura oggi è un imperativo. Aspetto vostre notizie Danielaa

    Commento di daniela campagnolo — 21 ottobre 2011 @ 9:49 pm

  6. Non sono riuscita a venirvi a trovare alla fiera della piccola editoria, sono arrivata solo ieri e poco prima delle 20, praticamente appena in tempo per vedere la chiusura degli stand e comprare due libri per non soffrire troppo! Ma il pacchetto dei punti e delle virgole, puri e accompagnati, semplici e aggettivati non posso perdermelo…e allora adesso ve lo ordino!

    Commento di patrizia — 12 dicembre 2011 @ 5:23 pm

  7. io vi ho conosciuto a Chiari e ammiro il vostro impegno, grazie.

    Commento di Luisa Valenti — 12 dicembre 2011 @ 6:22 pm

  8. voglio un mondo troglodita 🙂

    Commento di Ale — 16 gennaio 2013 @ 11:50 am

  9. Siete davvero fantastici:-) Zampetta e un fortissimo abbraccio Micol e Monroe, (il nostro
    piratino biondo!)

    Commento di Micol — 19 gennaio 2013 @ 12:49 am

  10. grazie! mi fa piacere ricevere il vostro notiziario .Davvero fate venire voglia……proprio oggi pensavo che per poter fare le vacanze sarà meglio cominciare a fare gli scambi di case o cose del genere.Vi ho “conocsiuti” alla fiera di modena e sulle vostre orme ho timidamente prodotto quaderni con materiale riciclato che abbonda in giro x casa,per un mercatino che abbiamo fatto nel dojo ASIA modena x raccogliere fondi x un corso x disabili di danza-teatro.Quando venite alla fiera di Modena ,se volete,possiamo ospitarvi,abitiamo praticamente di fronte.Ciao Roberta

    Commento di Roberta Cappi — 20 gennaio 2013 @ 8:37 pm

    • Grazie! 5 volte grazie:) 1 perchè hai avuto la gentilezza di rispondere, 2 perchè siamo contenti di averti fornito l’ispirazione per esprimerti con gli scarti, 3 perchè ti sei ricordata di noi e della nostra presenza alla fiera di Modena 4 perchè (sempre seguendo la tecnica del recupero) fai i quaderni per aiutare persone disabili e 5 per la tua gentilissima offerta di ospitalità. Purtroppo quest’anno non potremo venire a Buk di Modena, ma sicuramente capiterà un’altra occasione nella tua zona e ci permetterà di rivederti e di accettare molto volentieri la tua offerta.
      Felicissimi abbracci da Trogloglodita Tribe

      Commento di trogloditatribe — 20 gennaio 2013 @ 8:50 pm


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