Troglodita Tribe S.p.A.f. (Società per Azioni felici)

11 agosto 2022

LOLA E LILLY: STORIE DI OCHE

Filed under: animali liberi, Antispecismo, liberazione — Tag:, , — Fabio Santa Maria @ 7:01 am

A Donnalucata, una piccola frazione marinara in provincia di Ragusa, nel mese di luglio un’oca si è installata sulla spiaggia, proprio nei pressi di Lido Palo Rosso, già frequentato dai bagnanti. In un primo momento viene notata solamente nelle ore serali, mentre il resto del giorno lo trascorre nascosta tra gli scogli. L’avvistamento, però, viene segnalato sui social, desta curiosità e attenzione, soprattutto sui gruppi della zona dove vengono postate foto dell’oca che passeggia sulla spiaggia, che nuota nel mare, che becchetta le alghe. C’è chi teme non possa sopravvivere in quelle condizioni, chi propone di segnalarla alle autorità, chi racconta di averle portato pane e acqua dolce, ma anche chi si arrabbia sottolineando che le oche non mangiano il pane e che bisogna solo lasciarla in pace.

Nel frattempo l’oca prende confidenza con l’ambiente e comincia a farsi vedere anche di giorno, esce proprio sulla battigia tra i bagnanti. In breve diventa la mascotte della zona e viene chiamata Lola. La notizia è riportata anche sui giornali locali e Lola diventa un argomento caldo che divide. Bisogna “salvarla” o lasciarle vivere in pace la sua libertà?

L’aspetto interessante di questa situazione è che una netta maggioranza si schiera in favore della libertà. Alcuni, addirittura, invitano a smettere di fotografarla, a smettere di attirare l’attenzione su di lei, perché è un fatto che potrebbe disturbarla. E non si tratta certamente di attivisti o gruppi animalisti. Sono, più semplicemente, le persone del posto, i turisti che frequentano la spiaggia, o anche chi, casualmente, viene a conoscenza della storia e cerca di dare informazioni, di esprimere la sua opinione.
Dopo più di un mese, però, Lola scompare e il caso monta ancora di più.
C’è chi dice sia stata sequestrata dalle autorità, chi sostiene che siano intervenute le associazioni, chi teme il gesto di qualche teppista o che qualcuno l’abbia fatta arrosto.
Passano giorni di deprimente sconforto e anche di rabbia, quando finalmente compare un video anonimo in cui l’oca Lola viene ripresa insieme ad altre oche in un giardino con tanta acqua a disposizione. Zampetta, si tuffa, nuota, sta bene! Il video è anonimo, ma tranquillizza l’opinione pubblica sulla buona salute e sulla felicità di Lola.

La storia ricorda un’altra oca famosa: Lilly, a cui venne dedicato un vero e proprio monumento. Siamo nel 1970 a Sievering, un sobborgo di Vienna e, proprio sulle rotaie del tram 39, l’oca Lilly ama sostare senza curarsi dei pericoli, senza calcolare che il tram, in ogni caso, ha sempre la precedenza. Per poter proseguire il percorso, i conducenti, ogni volta, devono scendere, prendere in braccio e spostare gentilmente Lilly che, subito dopo, torna al suo posto. Questa simpatica scena deve essersi ripetuta centinaia e centinaia di volte, fino al punto di caratterizzare fortemente l’immaginario della gente del posto. Fino al punto di correggere la normale assurdità che pretendeva e pretende di schiacciare qualunque ostacolo che si frapponga alle necessità e ai bisogni umani.
L’oca Lilly, in un certo senso, diventa una cittadina di Seviering e, fino all’agosto del 1970, si è sempre presentata sui “suoi” binari per lasciarsi spostare solo quando ce n’era davvero bisogno, quasi a voler testimoniare che una convivenza umano-animale è pur sempre attuabile, anche in condizioni apparentemente impossibili.
La gente del posto ha voluto ricordare l’oca Lilly con un vero e proprio monumento che la raffigura su un grosso binario e segna in modo poetico la concreta possibilità di pacifica convivenza e di rispetto della libertà animale. Il monumento, voluto dalla popolazione, riporta anche una targa in cui si narra la storia dell’oca Lilly.

Ciò che colpisce maggiormente di queste due storie di oche è proprio la questione della convivenza, di come la possibilità di vivere con gli animali liberi sia ancora sentita da molti umani, anche nelle situazioni più improbabili, anche su una spiaggia affollata di turisti o, addirittura, sui binari del tram. Una convivenza che dovrebbe giocarsi soprattutto sulla nostra capacità di adattarci alla loro presenza, di rispettarli nella loro differenza, a volte anche remando contro le nostre paure, contro il cosiddetto “buon senso” che li vuole al sicuro e protetti da ogni pericolo. Lola, proprio per queste ragioni, è stata spostata dalla spiaggia di Donnalucata, alla fine qualcuno è intervenuto nella convinzione di riservarle un destino migliore. Mentre Lilly ha potuto vivere tutti i suoi anni nel posto che aveva scelto.

In entrambi i casi, però, una buona fetta di umani si è schierata dalla parte della libertà, del rispetto e della pacifica convivenza tra diverse specie, ma è sempre più evidente che dobbiamo affinare la nostra capacità di adattarci alla loro presenza e di accettare totalmente la loro autonomia e la loro capacità di scegliere il luogo dove sostare, muoversi, e vivere.

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