Troglodita Tribe S.p.A.f. (Società per Azioni felici)

17 settembre 2017

REGOLANDOTI SULLE REGOLE

DSC00830.JPGRegolandoti sulle regole rinunci all’energia raggiante e recalcitrante che regge quel rimasuglio rocambolesco del testo, quel sesto senso sensuale che ti connette telepatico serafico alle mirabili dimensioni dell’Altrove.

Regolandoti sulle regole, sull’algoritmo sintattico che sforna prodotti editorial-seriali, che illude e allude e ammicca a quel successo in eccesso da canna del cesso, perdi il potere possente delle tue parole, tradisci le trame occulte del tuo mirabile arzigogolio che frizza e freme ricamando a destra, a sinistra, avanti, indietro, sopra, sotto, obliquo, storto, ritorto e contorto nella magica spirale sproporzionata, sproloquiante ma spassosamente autentica da mordere come doblone d’oro, da lanciare nel fragoroso vento della letteratura come un fresbee colorato e contento che vola verso l’orizzonte infinito.

Perché regolandoti sulle regole perdi la partita di una letteratura futura, accetti il compromesso e trasformi l’oro in lavoro.

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12 settembre 2017

ULTIMO BIGLIETTINO

mystical-2069698_640Fu sin troppo facile innamorarmi di lei dopo aver letto questo bigliettino.
Me lo recapitò a mano su carta fatta a mano mentre ero al lavoro.
E che altro potevo fare?
Cominciai subito a scrivere il nostro

“MANIFESTO D’AMORE E D’ANARCHIA”
di Troglodita Tribe S.p.A.f.
(Società per Azioni Felici)

ULTIMO BIGLIETTINO

Amore amorevole amaranto era il lungo vestito che indossavo al grande raduno degli esseri spiritosi.
Tris, meravigliosa come non mai,  aveva prenotato una suite fra gli altocumuli a cinque stelle  proprio a cento passi esatti dalla luna. La si poteva tranquillamente raggiungere camminando fra i dedali di miti canti antichi concilianti l’armonia indispensabile, come il silenzio, per poter comunic(re)are contemporaneamente fra di noi.
Gli esseri spiritosi non si affidano alla democrazia, al voto, all’uguaglianza né all’unanimità per accordarsi e decidere, sono creazione e comunicazione in continua effervescenza. Ognuno è così singolarmente espanso da poter abbracciare teneramente il tutto.
Le nostre magie, poi, non sono altro che carezze, alle volte colorate e fracassone, altre volte sottili e invisibili per poter meglio scuotere o sfiorare anche il rovescio dei vostri corpi di esseri liberi.
Vi vogliamo incontrare per squarciare insieme quel pesante strato di lacca che l’ordine ha spruzzato su chi vuole vivere intensamente fuori dalle righe, senza sbarre, osando i colori dell’anarchia, staccando per sempre la prolunga delle dipendenze.
Siamo con voi, ci scambieremo energie audaci, idee coraggiose, gesta gentili, generosità temerarie.
Sorseggio un calice d’arcobaleno e gusto germogli spinosi intinti nel miele di Venere. Tris mi sorride. Applaudo al nostro ardire.
Presto ti ricoprirò di delicati baci.

Strega Spiritosa

23 agosto 2017

I LIBRI NELLA SPAZZATURA?

libri spazzatura.jpgI libri si buttano nella spazzatura.
Questa è una realtà inoppugnabile che in molti faticano ad accettare.
Il rispetto per i libri, per quanto incoraggiato, con ogni probabilità, non potrà mai arrivare ad esimerli dalla caratteristica fondamentale di tutto ciò che produciamo: il cassonetto.

Probabilmente, un tempo, buttare un libro era considerato una sorta di sacrilegio culturale anche da chi non ne aveva mai letto neppure uno, ma oggi, con la massiccia diffusione della carta stampata, il nostro rapporto con il libro è drasticamente cambiato.
A chi si è avventurato in una qualunque “isola ecologica” dove si riciclano gli scarti, infatti, non sarà certamente sfuggita, nel reparto della carta, l’immensa mole di libri presenti che spuntano inequivocabili e disordinati tra le tonnellate di quotidiani, cartoni, confezioni e riviste. E non si tratta ovviamente di libri distrutti o illeggibili perché nella spazzatura, ad aver pazienza e costanza, si trovano tutti i generi, tutte le edizioni, tutte le epoche dell’umana letteratura; anche se, incredibilmente, in questi contesti, non è permesso rovistare e prelevare liberamente.

I libri più buttati sono anche quelli più stampati.
E’ facile trovare grande abbondanza dei vecchi “rosa” della Harmony e, di certo, non mancano notevoli quantità di gialli che, a volte, si trovano in veri e propri stock. E’ facile imbattersi anche in numerosi libri di poesia autopubblicati che, stampati a spese dell’autore, nella maggioranza dei casi restano invenduti in cantina per qualche anno per poi essere buttati inesorabilmente nella spazzatura.

Ma ad esser maggiormente stampata e quindi buttata, come è facile intuire, non è soltanto la letteratura d’evasione o quella incautamente autoprodotta.
Uno dei libri che ho raccolto in maggiore quantità è, in realtà, uno straordinario capolavoro. Oramai ho perso il conto del numero di copie de “Il nome della rosa” di Umberto Eco che ho prelevato nelle più svariate situazioni, posizioni e ambientazioni.
Ed è davvero curiosa questa coincidenza che vede incontrarsi negli stessi luoghi del rifiuto collettivo i libri più eccelsi e quelli considerati inferiori, di serie b. Forse un segno della modernità, un’esortazione a superare finalmente le classificazioni troppo rigide in nome di una letteratura sempre più libera, orizzontale e aperta.

Tratto da “Sempre e solo libri usati” libello creativo autoprodotto da Troglodita Tribe

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Un libello sui libri usati che parla di bookcrossing, di  bibliocabine, di microbiblioteche spontanee, di bookinistes, di ex libris, di stranezze ritrovate nei libri, di book-party, di  orecchie sulla pagina, di incantevoli librerie d’occasione, di collezionisti, di libri doppi e tripli, di applicazioni e siti che trattano i libri usati, di libri al metro e al chilo, di garage-book-sale, di maceri, delle mille complesse sfumature del profumo dei libri, di edizioni rare, di installazioni libresche… Ventotto voci in cui, quasi sempre, s’incontra un libro, si cita un libro, si ricorda un particolare e illuminante incontro con un libro. Perché sulla copertina di un libro non si deve bussare, ogni mano è la benvenuta per aprire, sfogliare, leggere, per correre col dito che segue il filo delle storie e delle culture di tutto il mondo.

Otto euro per chi lo vuole ora contattando lellatris@libero.it

 

18 maggio 2017

Sempre e solo libri usati

DSC04314Se davvero potessimo leggere solo i libri nuovi il panorama sarebbe estremamente limitato, senza contare che il ventaglio delle possibilità sarebbe tristemente circoscritto e governato dalle famose leggi di mercato che manovrano sapientemente i gusti e le scelte.

E poi, se ci fossero solo i libri nuovi, se un libro avesse la terrificante caratteristica di non poter essere prestato, perso, abbandonato, rivenduto a metà prezzo, regalato dopo un primo famelico passaggio, se, in altre parole, la tecnologia pesante arrivasse ad inventare un libro che può esser letto una volta sola, o da una sola persona (e in questo libro scriviamo di libri, non di e-book), ebbene, in questo caso, la lettura sarebbe direttamente proporzionale alla ricchezza di ogni individuo. E questa, probabilmente, sarebbe da annoverare tra le disgrazie più grandi di una civiltà.

Fortunatamente non è così.
Se dovessi ricostruire l’archivio di tutti i libri che ho letto lungo il corso della vita, i libri nuovi non supererebbero la metà, forse neppure un quarto del totale.
Ho trovato libri in ogni luogo compresi i cassonetti della carta da riciclo, le panchine dei giardinetti, le cabine telefoniche, le sale d’attesa delle stazioni, i cinema, i treni, i tram e gli autobus.
Ho gustato così il fascino di leggere, non tanto ciò che desideravo, ma il libro che trovavo, quello che mi veniva incontro al momento giusto.

anarchiciIl più difficile è stato certamente “Storia degli anarchici italiani (da Bakunin a Malatesta)” di Piercarlo Masini, era proprio in fondo a un cassonetto e per quanto mi sporgessi non riuscivo ad arrivarci.

Lo vedevo cadere nelle fauci del macero e mi piangeva il cuore. Sempre a finir male questi anarchici, mi dicevo.
Sporgendomi sempre più e anche con l’aiuto di accessori improvvisati, riuscii, dopo diversi tentativi ad afferrarlo. Un po’ sporco e con la copertina ripiegata sembrava reduce da moti rivoluzionari, ma era bello arzillo e leggibile.
I libri, insieme ai vestiti, sono tra gli oggetti riutilizzabili più buttati.
Chi si lamenta del costo eccessivo dei libri, forse non sa che questi sono i frutti dell’albero delle parole. Puoi pagare qualcuno affinché li raccolga al tuo posto, oppure puoi arrangiarti da solo.

 

Tratto “SEMPRE E SOLO LIBRI USATI” il nostro libello creativo autoprodotto, cucito, timbrato, decostruito e manufatto in trenta esemplari sul mondo del libro usato.
Otto euro per chi lo vuole ora contattando lellatris@libero.it

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29 aprile 2017

Matte Micro-Tirature Manufatte a Macerata Racconta

DSC01053.JPGLe Marche ricominciano dai libri!!!
Venite a trovarci a Macerata Racconta!
Porteremo la nostra insolita interpretazione del concetto di editoria: i nostri strani elementi librari fatti con scarti cartacei, le nostre matte micro-tirature manufatte, le nostre Animal Plaquette, i nostri Cartoneros, i nostri libroidi mutanti, i nostri pop-opuscoli, i nostri libri da taschino… ci infiltreremo nello spazio ex-Upim di Macerata stendendo un carico di curiosa cultura a colori fatta di gioiose provocazioni rilegate a mano con tecniche casalinghe.

Sabato 6 maggio alle ore 11 porteremo anche la nostra Eco-Editoria bambina con un workshop per bimbi e bimbe. Manine svelte e colorate per imparare a comporre coloriti micro-libelli ribelli!

5-6-7 maggio Spazio ex-Upim Corso Matteotti Ingresso gratuito

INAUGURAZIONE con brindisi di apertura 5 maggio alle ore 16:30 

Orari di apertura

5 maggio 16:30 – 20:00
6 maggio 10:30 – 13:00 e 16:00 – 20:00
7 maggio 10:30 – 13:00 e 16:00 – 20:00

24 dicembre 2016

DistrAzioni

graffiti-53320_960_720.jpgDa sempre distratto sono attratto dalle divagazioni letterarie, azioni parolibere divergenti dal composto senso unico imposto dall’attenzione. Quel pullulare risoluto, irrisolto e petulate che ti butta fuori, che perdi il filo, che guardi in aria fischiettando, fingendo nonchalance, perdendo il treno che arriva in ritardo. La distrAzione letteral-lessicale, è un laterale improvviso deragliamento non disastroso, un incidente dolce che incide profondamente sulla tua attenzione, una sorta di seduzione che ti svia dalla retta via.

Scrittore distratto: persona incapace di trattenere accuratamente, sequenzialmente, ordinatamente nelle maglie dell’intreccio tutti gli eventi che crea, che concorrono a creare quell’armonia d’insieme denominata narrazione. Il susseguirsi delle parole, nelle opere di uno scrittore distratto, non risultano composte e ordinate secondo lo schema necessario al senso del testo; spesse volte infatti, la scrittrice distratta, si lascia andare nell’attraente scia musicale che queste parole, tutte le parole,  offrono scontrandosi ed incontrandosi nell’incanto della creazione. Le parole che incartano il senso, in altre parole, distraggono la scrittrice distratta formando romanzi caotici, racconti che rimbalzano, si alzano e volano via.

Lo scrittore distratto, in sostanza, si lascia scrivere seguendo una deriva artistica e poetica che non è poesia, che non è neppure grafomania, che non è certamente ricerca dell’assoluto letterario, perché la scrittura distratta della scrittrice distratta non è un genere letterario. E’, invece, improvvisazione sulla quale lo scrittore normodotato non si può improvvisare. Ogni tentativo di imitazione è destinato a fallire, sarebbe come simulare errori di distrazione, si perderebbe la magia della coincidenza, l’occhiolino del doppio senso, la farcitura automatica dell’onomatopeica. L’astrofisica multidimensionale delle distrAzioni vive di errori autentici che respirano resistenti e insistenti, che s’insinuano nel corpo del testo depistando verso le infinite soluzioni immaginarie.

Lo scrittore distratto è anche e ovviamente una lettrice distratta. Distratta dal tornado delle parole, sedotto dalle loro mille lusinghe si allunga comodamente perdendo la strada del senso. Ed è così che si raggiunge l’estasi della lettura, la lettura per la lettura, quell’artificio focoso di suoni che cullano nel nulla creatore. Il significato è una cantilena annebbiata che siamo costretti a seguire, una sorta di disturbo dissonante, un sottofondo scontroso che ci riporta in superficie, che ci costringe a restare sulla terra. E’ difficile, forse impossibile, leggere i significanti abbandonando del tutto i significati, difficile trovare il doppio senso senza il senso, impossibile godere della metafisica onomatopeica, allettante da quanto e assonante e alliterante, senza confrontarsi con un minimo riferimento ad un costrutto razionale, ad un permesso di condurre la lettura lungo le righe che si sfaldano in miliardi di lucine colorate alla volta dell’orizzonte infinito.

21 ottobre 2016

Seconda Animal Plaquette

“Se di amici ne hai tanti vivi giorni emozionanti,

ma se a volte se ne vanno e non tornan per un anno,

lascia il posto a quei pochini, che sian bimbi od uccellini,

che sia cani oppur pulcini, non importa che colore,

razza, specie od opinione, basta solo un po’ d’amore

da mostrare come un fiore e un gran sole scalda il cuore”

Una del terzetto di filastrocche che trovate in questa Animal Plaquette
Chi la vuole prenotare può scriverci su troglotribe@libero.it

20 ottobre 2016

Animal Plaquette

Abbiamo realizzato otto poetiche e divertenti Animal Plaquette con tre filastrocche ciascuna.
La prima contiene: E’ nata una micina, Cara capretta, Fata Porporina.
Come le altre sette plaquette, anche questa è un esemplare unico di recycling art.
Chi la vuole prenotare può scriverci su troglotribe@libero.it

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6 giugno 2016

ATTENZIONE: Attivismo Poetico!!!

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La scelta è sempre nelle nostre mani! Nelle nostre Azioni Felici!
Un vero libroide mutante sulla POETICA POTENZA delle mani e un notes creativo per l’invenzione e la pratica mensile di AZIONI FELICI.
Due indefinibili e introvabili elementi librari autoprodotti, riciclati, manufatti, unici, provocatori e felicemente sollevati da terra.
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Mani che si tengono, mani che liberano un animale, mani che carezzano, mani che seminano, mani che impastano, mani che gettano colore sulla tela della vita…

LA POESIA DELLE MANI (libroide mutante che esce con una nuova microtiratura di una ventina di coloratissimi esemplari tutti diversi tra loro).

Le AZIONI FELICI sono il pane quotidiano di chi ha smesso di lamentarsi e passa decisamente… all’Azione! Almeno dodici Azioni Felici in un anno per riempire questo felix-booklet assemblato con l’effervescenza dinamica del riciclo spinto.

CONTRO OGNI RASSEGNAZIONE!
Le AZIONI FELICI sono atti insensati di bellezza, attimi radicali di poesia pratica, gesti ribelli ed estremi da lanciare con l’energia del sorriso. Insomma Liberazione Pura.
Una collezione di AZIONI FELICI è l’indispensabile antidoto al logorio delle ingiustizie quotidiane che generano ansia, stress e rabbie represse. Scrivi le TUE AZIONI FELICI. Descrivile, commentale, arricchiscile, colorale e falle circolare!!! Almeno dodici AZIONI FELICI in un anno. Un’Azione Felice al mese per riempire questo NOTES CREATIVO CARTACEO, questo FELIX-BOOKLET manufatto all’insegna del RICICLO ESTREMO da ricevere con un PLICO POETICO PER VIA POSTALE insieme al libroide mutante LA POSEIA DELLE MANI.
info su troglotribe@libero.it

 

8 febbraio 2016

disDADAttato letterario

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Sono un disDADAttato letterario. Mastico pagine troppo in frettta saltellando senza meta in un’improvvisazione che spesso s’impantana. Ma è quello che voglio perché il pantano letterario ti sommerge nell’affabulazione e dimentichi anche quello straccio di trama in trepidante attesa di un finale. Che se li tengano i finali e i finalisti e le finali disputate a colpi di mannaie madornalmente noiose.

Sono transgenerer. Bivacco nella poesia ma son troppo impaziente per i versi veri, meglio il demente che urla in mezzo alla strada. Molto più pop, molto più post-qualcosa-qualsiasi-cosa.

Non so cantare ma so urlare. E allora cerco il romanzo filante e fluente come fiumana parolibera da mixare di notte con le note stonate di storie che sembrano vere, possibilimente noir. Ma non son nato caratterista. Scrivo senza descrivere. Rido senza motivo, non seguo il motivo che si ripete assecondando la cantilena memorizzabile. Ho la voce impostata dell’apostata, ma non pago il bollo. Fossi matto!!!

Sono un disDADAttato letterarizzato, letteralmente illetterato, alcolizzato di parole frizzanti zigzaganti. Sono ossesionato dalle associazioni, dalle osservazioni, dalle asserzioni, dalle diserzioni sconnesse, dalle scommesse di altre dimensioni. Vedo vibrare la musicalità del testo, la fulmininate illuminazione del tasto fuori contesto. Batto le dita sulla tastiera, testo i miei mondi e scappo scattante, scampo dal cappio di chi vuole capire.

Sono un disDADAttato scappato dalla scuole di scrittura. Scrivo manifesti a mano manovrando sottobanco, scassinando il senso compiuto del compito in classe, copiando gli accoppiamenti sensuali del mistico calar della sera. Scrivo a orecchio, così come viene, venendo al momento giusto, tornando quando mi pare.

 

 

 

 

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