Troglodita Tribe S.p.A.f. (Società per Azioni felici)

28 aprile 2017

Oltre il limite dell’editoria a Macerata Racconta

DSC02993.JPGLimitatamente al concetto di libro, al limite della staccionata dove si oltrepassano i limiti dell’editoria tradizionale, ecco insorgere una versione libraria libertaria, un’insolita interpretazione che estrapola materiali insoliti e si mette a far libri, anzi libelli e libroidi, con materiali effimeri tipo cartoni dei supermercati, biglietti del tram, cartoline, cartellette da ufficio, lastre radiografiche…Libri, proprio libri, magari anche scartafacci, libri da taschino o cartoneros, ma tutti con la loro microtiratura, con tanto di copertina e cuciture, introduzioni, postfazioni e tutto il resto. Mica pezzi unici e morta lì, no no! Proprio libri in carta e cuore. Tutto questo per dire che a Macerata Racconta 2017 ci saremo anche noi, con tutti i limiti della nostra eco-editoria-creativa! Non mancate!

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15 febbraio 2016

SCRIVERE PER SCRIVERE PER SCRIVERE

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Ma un romanzo, se non è un pasticcio inestricabile, un labirinto caotico di visioni che ti illuminano lampeggianti, che romanzo è? Se mentre scrivi un romanzo tutto procede regolare e ordinato, se i fatti si affastellano fanfaroneggiando capitoli lucidi da camminarci con le pattine, se non incontri neppure una pozzangherina fangosa di sensuale nonosense da districare nel dedalo terremmotato di una trama da tramontana, che romanzo è?

Quando leggo i consigli sul come scrivere un romanzo, sul come caratterizzare un personaggio, sul come interessare ciurme di lettori tutti in fila per tre, mi piglia lo scompiglio dello scrittore, lo scatto ribelle mi ribolle in mille bolle d’un blu opalescente. E allora devo scrivere un bip-up-alula intermettente da improvvisare impervesando disarmonie galattiche. Così, giusto per disintossicarmi, per lavarmi via di dosso quel sapore rimasticato da allineamento alienato. Che poi alla fine tiro un sonoro sospiro di sollievo assordante, mi sento lievemente e finalmente sollevato da terra. Che poi alla fine rieccolo quello scrivere per scrivere, quel comporre romanzi impazziti, imbizzarriti, sinceri esperimenti spiritual-spiritosi per riprendersi la letteratura.

 

3 ottobre 2015

LARGO ALL’ASTERISCO!

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Un Legger-Issimo! Il primo! In una microtiratura di 14 esemplari: copertine con pezzetti di carta da regalo consumata, pennarellati con mini-evidenziatori gettati in un cestino di strada, il tutto su cataloghi vecchiotti di un’inziativa libraria. L’interno è un pieghevole a strati di copy-art.

8 giugno 2015

FATTI I LIBRI TUOI!

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Farsi i libri propri! Ma farseli così velocemente che neppure l’ultimo videogioiello da telecontrollo wi-fi-comandato riesca ad infiltrarsi imponendo impostore un filo di ragionamento razional-reazionario. Cucirseli a mano, addosso, adesso, oltre l’orlo del precipizio sartorial-editoriale. Quasi fossero figlie di fogli e di foglie fluttuanti, alla deriva, direttamente proporzionali al tasso di felicità permanente e pedissequamente poco allineata, un tantino alienata, seriamente allenata a correr fuori da tutte le righe, come da tutti i perfetti quadretti.

Oppure farseli, questi libri, talmente e lentamente lontani dalla civiltà editoriale da riuscire a masticare la mistica illuminazione libraria-libertaria: quella fragorosa e fragrante Librosità Inutile, quell’altissima essenza sottile dove ogni libro si libra libero dal senso compiuto, dal solito nesso che vuol farlo fesso, che cerca d’ingabbiarlo, di gabbarlo, di distrarlo sin dall’alba delle prime distribuzioni.

E farseli, questi libri, come fossero gli ultimi, come se la carta fosse l’ultima speranza, come se il suo cuore pulsante e libroso e riciclato e riusato e recuperato fosse l’ultimo appiglio per un sorso di libertà.

25 maggio 2015

L’ANARCHIA DELL’ECO EDITORIA

gatto libriAccaniti stampatori intemperanti, gli anarchici, le anarchiche, con tutta una loro punteggiatura particolareggiata d’A cerchiata, son sempre stati autodidatti contro gli Stati del comune senso del pudore editoriale. Editavano schizzando temerari inchiostro intemperante. Macchiavano di nero con vecchie macchine il destino clandestino degli ultimi arrivati. Sperimentavano Altre e Alte Libertà accendendo le micce dell’autoproduzione popolare, costruendo la costituzione incostituzionale del nuovo Libro Orizzontale.
E’ per questo che l’aria della microeditoria, oggi, profuma d’anarchia!
Prendete fogli, foglie, timbri e stampe, prendete i libri truccati e manipolati, strappati e ricuciti, scolpiti di collage, bucati e bruciacchiati ad arte dall’affascinate folgore delll’autonomia e, di nuovo, sentirete il profumo dell’anarchia. Uno sventagliar di pagine particolari, un vento leggero e libero di libri che si librano.

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